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Il fascino dell’universo della fantascienza e l’attrazione di reperti archeologici di un’industria dismessa, assieme alle visioni di spettrali interni riconoscibili dalla loro defunta fisicità o riferiti con simboli di macchine industriali d’altri tempi, si tramutano spesso nella visione di un’esistenza sull’orlo del baratro della nostra realtà: la guerra chimica, lo smog, i mostri dell’industria, la clonazione, gli eco-mostri architettonici. Immagini tetre e figurazioni cupe vogliono essere accompagnate da immobili volti partoriti da esperimenti falliti e condannati a diventare cariatidi fossilizzate.